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DIMAGRIRE O DEPERIRE?

In Allenamento il

magro-tonico-o-deperito

Dimagrire è molto difficile, su questo concordiamo tutti. Diventa ancora più difficile se le nostre convinzioni sono basate su luoghi comuni, passa parola, post su facebook.  Ascoltando certi dialoghi da spiaggia, in questo periodo, mi sono ispirato per questo articolo. Se ne sentono di tutti i colori, quello che mi diverte di più è che parlano soprattutto quelli che non capiscono niente, si fanno forza con la solita frase “l’ho letto su Facebook”, sintomo di abitudini che stanno cambiando, prima le stesse persone avrebbero detto “lo ha detto la televisione”. Chi magari ha qualche nozione non si esprime per paura di sbagliare.

Prima di tutto chiariamo cosa vuol dire dimagrire, io non intendo il peso della bilancia ma un miglioramento della composizione corporea. Diminuire il grasso corporeo a favore del muscolo, tessuto quest’ultimo più pesante e meno voluminoso del grasso. Per cui pur rimanendo la bilancia stabile le taglie dei pantaloni diminuiscono. Questo vuol dire salute, il resto no. Pertanto lo lascio fare agli altri, io punto al magro tonico e non deperito. La differenza è sostanziale, può sembrare di poco conto detta così, vediamo cosa vuol dire senza entrare troppo nello specifico, come mio solito. Per i trattati medici non è questo il luogo dove trovarli.

Come ci insegna benissimo il Prof. Francesco Saverio Dioguardi nel suo ultimo libro “GLI AMINOACIDI: lettere di un alfabeto più antico della vita” la prima condizione per cambiare la composizione corporea è fare tanta attività fisica. Per poter fare attività fisica bisogna produrre e consumare tanta energia. “Per produrre energia la cellula utilizza una serie di reazioni chimiche che noi chiamiamo, nel loro insieme, metabolismo. Per questo la cellula ha continuo bisogno di introdurre materia ed energia. Di quello, cioè, che noi chiamiamo cibo”. L’energia durante l’attività fisica dipende dalla disponibilità di zucchero nel muscolo, il primo substrato che viete utilizzato per comodità e resa. Quando le riserve di zuccheri nei muscoli si esaurisce tocca al fegato mantenere stabile la glicemia, producendo zucchero da utilizzare subito. Fino qui è tutto scontato, ormai lo sanno anche le pietre. Però non sempre ci chiediamo come fa il fegato a produrre zuccheri? E qui casca l’asino. “NEI MAMMIFERI LA PRODUZIONE DI ZUCCHERO PUO’ AVVENIRE SOLO DAGLI AMINOACIDI, NON DAI GRASSI” (aminoacidi=muscolo in definitiva, per intenderci)  Come la mettiamo ora? Non ci hanno sempre detto che durante l’attività fisica si consuma prima lo zucchero e poi i grassi?????

“Sforzi prolungati senzarunner-deperito un’ adeguata introduzione calorica porta a consumare muscolo e poi, molto dopo i  grassi. Un digiuno prolungato ci fa perdere peso in muscoli e non in grasso”. Questo mi fa pensare a tutte quelle persone che (in primavera soprattutto) fanno restrizione calorica e iniziano a fare attività fisica, quanto si fanno male. Perdono peso distruggendosi i muscoli ed il grasso rimane li, appena mangiano qualcosina ingrassano con gli interessi. Anche tra gli atleti il fenomeno è frequente, non a caso chi fa molta attività e non introduce a sufficienza aminoacidi essenziali (mai prendere gli aminoacidi singolarmente come i famosi e dannosi bcaa) assume la figura di magro deperito, senza muscolo e magari grasso addominale, penso a chi corre, per esempio.

In oltre il tessuto adiposo è avido di zuccheri, più è alta la glicemia e più ne mangia. Per questo le crisi di ipoglicemia sono più frequenti negli obesi e non negli atleti, eppure lo sforzo fisico è superiore negli atleti. Quando mangiamo zuccheri, aumentando la glicemia e di conseguenza l’insulina, per prima cosa si impedisce al tessuto adiposo di rilasciare acidi grassi per utilizzarli a scopo energetico, in oltre l’insulina dice al tessuto adiposo di immagazzinare zucchero sottraendolo al resto del corpo. Ecco perché se si inizia con glicemia alta dopo qualche minuto si hanno le gambe molli come se fossero senza energia (e lo sono di fatto). Per questo è sempre consigliabile iniziare un’attività fisica a digiuno, partendo con una glicemia molto bassa.

Oltre che allenarsi a digiuno è determinante assumere una quantità adeguata di aminoacidi essenziali, i quali sono in grado di favorire il ricambio proteico (non fanno perdere muscolo) e modificano la funzione del tessuto adiposo (aiutando il rilascio di acidi grassi).

La malnutrizione proteica in qualità e quantità è un fenomeno uguale sia per il sedentario che vuole dimagrire sia per l’atleta che ha un consumo superiore all’introito calorico. L’integrazione di aminoacidi essenziali è determinante per l’atleta perché in natura ci sono poche possibilità, con l’alimentazione, di integrare aminoacidi essenziali. Questi ultimi sono sempre associati ad aminoacidi non essenziali, dannosi per la nostra salute. La quantità di cibo che si dovrebbe introdurre porterebbe ad uno squilibrio verso gli aminoacidi non essenziali che è pericolo per la nostra salute.

In definitiva il consiglio è di non fare il fai da te, la salute è la cosa più preziosa che abbiamo. Però è anche vero che bisogna fidarsi di chi continua a studiare e conosce certe metodiche, fidatevi ed affidatevi a persone competenti e non ai luoghi comuni.

Vito Nacci


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